venerdì 8 maggio 2009
Intimità
Egli mi ama, non ama le mie budella, se gli facessero vedere la mia appendice in un boccale non la riconoscerebbe, non fa che smaneggiarmi, ma se gli mettessero il boccale in mano non sentirebbe niente dentro di sè, non penserebbe: "è roba sua"; bisognerebbe che si potesse amare tutto d'una persona, l'esofago e il fegato e gl'intestini. Forse non li amiamo per mancanza d'abitudine, se li vedessimo come si vedono le mani e le braccia forse li ameremmo; dunque le stelle marine si amano tra loro meglio di noi; si distendono sulla spiaggia quando c'è il sole e tiran fuori lo stomaco per fargli prendere aria e tutti possono vederlo; chissà da dove potremmo tirar fuori il nostro, forse dall'ombelico.
Jellybeans
oggi mi sei mancata.
mancata sul serio.
sono uscita dalla porta bordeaux con la testa in fiamme e una gran voglia di vederti e tu, come sempre, mi ha confusa. mi hai lasciata lì a dirti ciao con tutta la dentatura in bella vista, che ammetto non essere poi così bella, e quasi nemmeno mi rispondevi.
è una pena del contrappasso?
vorrei essere stata avvisata per tempo.
mi sei mancata da morire.
è stato un attimo.
ero in classe, stavo per svenire. ho sperato di incrociarti fuori dalla porta, che ne so, che andavi in bagno, alle macchinette, a farti un giro. oddio lo so lo so, è patetico. pa-te-ti-co. è un aggettivo che non ho mai sopportato, mi disgusta.
tornando a te, volevo scriverti oggi. facevamo assemblea e tutte quelle urla mi penetravano nel cervello come tanti pungiglioni.
volevo fermarti. quando sei passata davanti a me ho provato l'impulso di afferrarti il braccio e trattenerti lì.
crash, tamponamento.
contatto.
canzone da ascoltare con questo intervento: Cigarettes & Choc. Milk, Rufus Wainwright
Still there's not a show on my back
Holes or a friendly intervention
I'm just a little bit heiress, a little bit Irish
A little bit Tower of Pisa
Whenever I see ya
So please be kind if I'm a mess
mancata sul serio.
sono uscita dalla porta bordeaux con la testa in fiamme e una gran voglia di vederti e tu, come sempre, mi ha confusa. mi hai lasciata lì a dirti ciao con tutta la dentatura in bella vista, che ammetto non essere poi così bella, e quasi nemmeno mi rispondevi.
è una pena del contrappasso?
vorrei essere stata avvisata per tempo.
mi sei mancata da morire.
è stato un attimo.
ero in classe, stavo per svenire. ho sperato di incrociarti fuori dalla porta, che ne so, che andavi in bagno, alle macchinette, a farti un giro. oddio lo so lo so, è patetico. pa-te-ti-co. è un aggettivo che non ho mai sopportato, mi disgusta.
tornando a te, volevo scriverti oggi. facevamo assemblea e tutte quelle urla mi penetravano nel cervello come tanti pungiglioni.
volevo fermarti. quando sei passata davanti a me ho provato l'impulso di afferrarti il braccio e trattenerti lì.
crash, tamponamento.
contatto.
canzone da ascoltare con questo intervento: Cigarettes & Choc. Milk, Rufus Wainwright
Still there's not a show on my back
Holes or a friendly intervention
I'm just a little bit heiress, a little bit Irish
A little bit Tower of Pisa
Whenever I see ya
So please be kind if I'm a mess
martedì 5 maggio 2009
Sinuosità
Oggi ho finito il tè.Per l'esattezza il tuo tè.Il tè che non riesco a trovare da nessuna parte, quello la cui ultima bustina stava nella madia da mesi, chiusa al sicuro nella sua scatola verde.
Non è stato triste.Suonava più come se uno degli ultimi legami si fosse staccato, ma aspetta.Non so some fartelo capire, però era in senso buono.Voglio dire, sembrava piuttosto come -recidiamo un legame per stringerne un altro-Oddio, è difficile da spiegare.Insomma, non ci sono rimasta male nè niente.Forse potremmo riiniziare.
Ma davvero, questa volta.E guardandoci negli occhi.
Perchè non so, oggi va così.E' stata una giornata davvero buona e c'è della speranza nell'aria.Che sia tutta questa pioggia, che ormai ha lavato via tutto quello che c'era?L'ha spazzato fuori dal cielo, l'ha annegato e lo porta lontano, per far fiorire dell'altro, forse.D'altronde, è primavera.
Poi ho pensato a come sarebbe farci cadere una goccia di sangue dentro.Dentro al tè.Quel sangue rosso chiaro e molto acquoso, che si scioglie in fretta.Mi piace quest'idea.Questa goccia che cade perfettamente parallela alla tazza e si dissolve nel liquido in pochi secondi.Il tempo di dire ti amo, e non è già più lì.Sparita.
Vorrei che leggessi questo.
Non è stato triste.Suonava più come se uno degli ultimi legami si fosse staccato, ma aspetta.Non so some fartelo capire, però era in senso buono.Voglio dire, sembrava piuttosto come -recidiamo un legame per stringerne un altro-Oddio, è difficile da spiegare.Insomma, non ci sono rimasta male nè niente.Forse potremmo riiniziare.
Ma davvero, questa volta.E guardandoci negli occhi.
Perchè non so, oggi va così.E' stata una giornata davvero buona e c'è della speranza nell'aria.Che sia tutta questa pioggia, che ormai ha lavato via tutto quello che c'era?L'ha spazzato fuori dal cielo, l'ha annegato e lo porta lontano, per far fiorire dell'altro, forse.D'altronde, è primavera.
Poi ho pensato a come sarebbe farci cadere una goccia di sangue dentro.Dentro al tè.Quel sangue rosso chiaro e molto acquoso, che si scioglie in fretta.Mi piace quest'idea.Questa goccia che cade perfettamente parallela alla tazza e si dissolve nel liquido in pochi secondi.Il tempo di dire ti amo, e non è già più lì.Sparita.
Vorrei che leggessi questo.
sabato 2 maggio 2009
Where is the night
Se una via silenziosa, una strada al buio, pochi lampioni.
Se risate e frasi smozzicate nella notte.
Se ondate di vento gelido, briciole sulla coperta.
Se camminare con la testa china, e sentire, passo dopo passo, sempre più caldo.
[Come se stessi andando in ebollizione. Che poi non è la parola giusta.
Un caldo tiepido e rassicurante.]
Se questa allergia alle gambe, se il mal di testa, se la nausea.
Se una lista di nomi in rapida successione.
Se abbinamenti sbagliati, non-salutari.
Se tutto questo. Senza --
Sterilizzati dalla notte.
Se risate e frasi smozzicate nella notte.
Se ondate di vento gelido, briciole sulla coperta.
Se camminare con la testa china, e sentire, passo dopo passo, sempre più caldo.
[Come se stessi andando in ebollizione. Che poi non è la parola giusta.
Un caldo tiepido e rassicurante.]
Se questa allergia alle gambe, se il mal di testa, se la nausea.
Se una lista di nomi in rapida successione.
Se abbinamenti sbagliati, non-salutari.
Se tutto questo. Senza --
Sterilizzati dalla notte.
La sogg ett iv ità è rin cuo rante [cit]
venerdì 1 maggio 2009
La metà di tutto
Le bollicine di spumante nel bicchiere di plastica hanno una consistenza strana. Sembra di poterle prendere con le mani. Sono perfettamente sferiche, piccole, piene. Quelle sul fondo hanno una dimensione leggermente maggiore, e risalgono il bicchiere pian piano per poi estinguersi una volta arrivate in superficie. Ho stappato io la bottiglia, il tappo è volato via con uno schiocco, e ho versato lo spumante a quelli che mi stavano di fianco. Abbiamo brindato e io sono rimasta a fissare le bollicine senza bere. Ho sorriso e applaudito, e sono tornata al mio bicchiere. Probabilmente sembravo una scema, chinata sul tavolo a osservare con profondo interesse quelle due dita di vino giallo chiaro, quasi trasparente. Totalmente incantata. È che non avevo voglia di fare festa, mi dispiace, non ne avevo voglia. Andava oltre ogni mio possibile sforzo, e l’energia in mio possesso non era abbastanza. Succede, a volte.
“ho scelto il giorno sbagliato per smettere di fumare, ho scelto il giorno sbagliato per smettere di bere, ho scelto il giorno sbagliato per smettere di prendere tranquillanti...”
“ho scelto il giorno sbagliato per smettere di fumare, ho scelto il giorno sbagliato per smettere di bere, ho scelto il giorno sbagliato per smettere di prendere tranquillanti...”
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