domenica 8 novembre 2009

Non dire notte

Anche oggi ha detto che, finita la scuola, andrà a Beer Sheva. Ha promesso di fare benzina e di cercare di non tornare tardi. Del resto non le ho chiesto quando pensava di tornare e non l’ho pregata di non fare tardi. Come se fosse entrata per sbaglio in questa stanza e, confusa com’è, non riuscisse a trovare la finestra. Che era ed è rimasta aperta. Così corre a avanti e indietro da una parete all’altra sbattendo le ali, inciampa nella lampada, contro il soffitto, sbatte contro i mobili, si fa male. Tu però non cercare di indirizzarla verso l’uscita: non puoi aiutarla. Ogni tuo movimento non fa che aumentare la sua paura. Invece di condurla fuori verso la libertà se non stai attento finirai per farla volare verso locali ancora più interni, e lì continuerà a sbattere le ali contro il vetro. L’unica via per aiutarla è non cercare di aiutarla. Solo diventare piccoli. Congelarsi. Confondersi con il muro. Fermi. Davvero la finestra c’è ed è rimasta aperta? Davvero spero che voli fuori? Oppure sto in agguato, fermo, la fisso dal buio con gli occhi pietrificati, in attesa che crolli sfinita?
Allora potrò piegarmi e prendermi cura di lei come all’inizio. Sin dall’inizio.



Amos Oz

sabato 7 novembre 2009

Indentità violate

I'm dancing with myself. Sei una cosa così piccola, piccola come i piumini di luce che scendono dall'abbaino, e ugualmente luminosa. Rapimento. Se d'ora in poi non riuscite a seguirmi non importa, non è necessario. Sai, ci sarebbero così tante cose che tornando indietro vorrei diciamo rimodernare. Cazzata. Alla fine tranne due o tre anni da disadattata non credo apporterei molti cambiamenti. E a te? Sta bene così? Sembri sempre così integra. Sei il monolite della mia Isola di Pasqua, e se adesso qualcuno sta ridendo, beh, smetta, perchè era una bella ed inusuale metafora. Sembri intoccabile inviolabile inamovibile atarassica atemporale fissa immobile granitica coerente e così terribilmente sfumata. Tanto che con una parola non riesco a descriverti. Sento una forza di repulsione che soverchia tutte le forze attrattive che pare guidino un intero sistema di satelliti e planetoidi, e non sono una galassia in espansione. Ma lo sapete che se un buco nero attrae un altro buco nero esplodono insieme ed inglobano materia su materia fino a produrre un Big Bang completamente nuovo? Siamo cenere di un sacco di altre ceneri. L'unicità non esiste, altro che teoremi sui limiti. La matematica bisogna rivederla tutta.

martedì 3 novembre 2009

And then the bullhorn crackles

so why?
je ne sais quoi.
frantumi e schegge e unghie sulla lavagna.

lunedì 2 novembre 2009

latteo

sensi di colpa (ahah) meringhe e barriere.
vedi alla voce: blocco.
vedi alla voce: non mi è proprio possibile.
e scusami per tutto questo, non l'avevo esattamente previsto.

domenica 1 novembre 2009

epifania

tutto quello che devo fare è concentrarmi. tracciare il contorno netto delle labbra e riempirle di rossetto color cannella, e non pensate che non sappia che è una citazione. prendere il pettine più fino che possiedo e cotonare i capelli, legarli con nastri arancioni. tutto quello che devo fare è credere che mi piacerà. credere che non mi abbia fatto male. credere di poter respirare tranquillamente anche in mezzo ad una tempesta di sabbia. è questo che voglio, che mi sono cercata, che ho contribuito a realizzare, come mi hai detto tre giorni fa con parole che risuonano ancora come goccie di pioggia nel vuoto. forse la forza attrattiva del buco nero che si è creato alla bocca dello stomaco è il prezzo da pagare per non fermarsi a riflettere. o per aver riflettuto troppo. se ve lo state chiedendo, la morale è a portata di mano. fingere o crollare a terrra? sincerità o bugia? nella lista di pro e contro, hanno entrambi lo stesso numero voci. non mi servono troppe cose, non ho bisogno del vortice assordante di cui mi sono circondata. in realtà me ne basta una.